Invito a Medjugorje. Dialogo tra un prete cattolico e un discepolo buddhista

Invito a Medjugorje. Dialogo tra un prete cattolico e un discepolo buddhista

di Alessandra Locatelli

Il dialogo come cammino, come pellegrinaggio verso luoghi santi, persone sante, per accostarsi alla preghiera in luoghi che irradiano energia mistica perché permeati di reiterate preghiere e di sguardi come lampade buone del corpo. Se guardiamo con amore portiamo gioia, se guardiamo con diffidente ostilità, rechiamo ostacolo e disagio. Purificare la mente con lunghi periodi di preghiera è una medicina anche per il corpo, così come l'altruismo è sempre fonte di gioia, di risveglio della mente, presupposto dell'avanzamento spirituale che conduce a sperimentare momenti di elevata felicità dello spirito.

È importante non stancarsi dopo i primi passi di questo cammino fino ad accedere, a dimorare nell'Altissimo, così diffondendo luce e pace nel mondo. Vivere l'innamoramento del Maestro dà slancio ad ogni respiro e ad ogni comportamento.

Nel dialogo fra Giorgio, giovane convertito al buddhismo tibetano, e don Pietro, vecchio sacerdote cattolico, emergono l'essenza e i capisaldi delle due religioni.