Mai praticamente uguali. Studi e ricerche sulla disuguaglianza e sull'inferiorità nelle tradizioni religiose

Mai praticamente uguali. Studi e ricerche sulla disuguaglianza e sull'inferiorità nelle tradizioni religiose

Stigmatizzazione, subalternità, schiavitù, assoggettamento, negazione dell'identità, condanna, strategie dell'esclusione, politiche del privilegio e dell'esenzione, veti all'accesso alle risorse materiali e simboliche, disparità di trattamento, inferiorità sociale e morale, sottomissione. Questi sono solo alcuni degli indicatori di disuguaglianza che possiamo incontrare nelle fonti e nei materiali prodotti dalle diverse tradizioni religiose. Perciò può esser detto che certi pronunciamenti religiosi hanno contribuito a istituire varie forme di differenza e di disuguaglianza, magari poi utilizzate per porre in atto istituti forieri di disapprovazione, pratica e simbolica. In tali casi, sancire la diversità è servito a gettare le basi per la legittimazione di successivi discorsi distintivi e discriminanti, i quali, non di rado, si sono fatti forti del ricorso a formulazioni specifiche di quella che possiamo chiamare 'ideologia dell'inferiorità'. È altrettanto vero, però, che i contesti religiosi sono gli àmbiti in cui sono nate anche le più forti e roventi critiche alla disuguaglianza, ora condannata invocando forme di uguaglianza ontologica, di matrice divina o naturale. In molti casi, infatti, i materiali pervenutici parlano di profeti, maestri, riformatori, guru e oracoli colti da moti ugualitari.

Moti evidentemente scaturiti dall'esposizione alla fenomenologia storica delle molte forme esistenti di diversità, di disuguaglianza, di ingiustizia e di preclusione.