Giro neve

Giro neve

di Carlo Migliavacca

Prima di dormire, spensero la luce e aprirono l'abbaino. Salirono su uno dei letti della stanza e, uno accanto all'altra, si misero a guardare fuori dal tetto. Che il mare fosse lì, a pochi passi da loro, nessun dubbio: lo sentivano. Ma nemmeno se fosse stato giorno l'avrebbero potuto vedere, era dall'altra parte del tetto. Dal loro lato, però, potevano toccare il cielo, eccome se lo potevano toccare. "Qui è dura ballare" disse Ben. "Sì, però è bello lo stesso" replicò Amy. Lei sentì le braccia di lui stringerle i fianchi e il mento posarsi sulla sua spalla. "Sai cosa mi affascina del cielo?" gli bisbigliò. "Il silenzio". "No, il mistero della sua grandezza. Il cielo è talmente grande che non riesco a immaginarne l'inizio né la fine.

Se penso che certe stelle che stiamo vedendo in realtà non esistono più!" "Quante cose che noi vediamo non esistono più" disse Ben. Lei si voltò e, per quello che lo spazio poteva concederle, gli accarezzò la guancia. In effetti - pensò - anche la mente è un luogo senza inizio e senza fine, una specie di clessidra senza tempo dove il passato assedia il futuro e i ricordi confondono la realtà.