Diecimila muli. Un romanzo di uomini e bestie

Diecimila muli. Un romanzo di uomini e bestie

di Salvatore Maira

Una narrazione fluviale scandita da brevi romanzi nel romanzo, digressioni solo apparenti che s'incrociano con la trama principale e la illuminano: perché non basta conoscere e ricordare i fatti se non ne decidiamo il senso. "Muli solitari attraversano il campo verso la nave, ma chi sono, sembrerebbero sbandati, invece un ragazzo li segue e li guida pacioso con una bacchetta smilza da direttore d'orchestra, è certo che gli animali vanno dove vuole lui senza un incitamento, ha uno sguardo così calmo e adulto che fa paura, chissà da dove viene, come fa a possedere dei muli così piccolo, ma sì, ma sì, adesso riconosce il tipo, ha la sfrontatezza dell'assassino, non teme il mondo perché il mondo deve temere lui, sono così quelli che uccidono, forse il ragazzo non l'ha ancora fatto ma presto lo farà". Sicilia, 1949. Il giovane commerciante di bovini Peppino Maiorana affronta una meravigliosa impresa: fornire diecimila muli alla Grecia come risarcimento dei danni di guerra. Dovrà trovare le bestie in tutta l'isola, farle arrivare a Messina, sottoporle all'esame di una commissione e imbarcarle per il Pireo, centocinquanta alla volta, anticipando le spese con denaro che non possiede. Prodigiosamente l'avventura impossibile prende il via. Davanti al mare si anima una città provvisoria di contadini, mercanti, sensali, spie e prostitute, una folla di personaggi disperati, comici, soli, che cercano con molta immaginazione e senza troppi scrupoli di reinventarsi un'esistenza sulle macerie della guerra finita da poco.

Maiorana si ritrova a fronteggiare due ostacoli enormi, la sua famiglia e la mafia, ma prosegue ostinato, zigzagando tra dubbi e minacce, convinto che il tempo delle antiche soggezioni sia finito per sempre e che quella sia l'occasione della sua vita. Troverà un singolare alleato in Giulio Saitta, commissario di polizia segnato da un lutto che alimenta il suo desiderio di vendetta. Le indagini solitarie di Saitta si allargano alla strisciante sovversione neofascista e s'intrecciano con le vicende degli omicidi impuniti di cinquanta sindacalisti capi contadini, della guerriglia di Salvatore Giuliano, delle stragi - prima fra tutte quella di Portella della Ginestra - che rischiano di trasformare la Sicilia in un lago di sangue.