I pescatori

I pescatori

di Chigozie Obioma

Finalista Premio Letteraria 2017 per la traduzione di Beatrice Masini Quello che voglio è che siate pescatori di sogni buoni, che non si arrenderanno finché non avranno catturato la preda più grossa.

«Nel suo viaggio attraverso i misteri, le atrocità, gli orrori che possono popolare la mente umana, i colori della vita in africa, fatta di tessuti variopinti e alberi carichi di frutti, ma soprattutto con la sua capacità di creare la tensione drammatica tipica dei racconti africani, Chigozie Obioma è il vero erede di Chinua Achebe» - New York Times Book Review Nigeria, 1996. Quattro fratelli maschi, in scala, dai quindici ai nove anni.

Un padre severo trasferito in una città lontana dalla banca per cui lavora. Una madre presa dai due bambini più piccoli e dal suo banco al mercato. Per Ikenna, Boja, Obe e Ben tutto questo vuol dire libertà. La libertà di andare al fiume, pericoloso e proibito, a farsi pescatori di pesci e di occasioni; la libertà di sfidarsi, litigare, misurare i propri limiti. È proprio al fiume che incontrano il pazzo Abulu, un mendicante noto per i suoi vaneggiamenti ridicoli quanto terribili. Ed è su Ikenna, il maggiore, che si abbatte la profezia di Abulu, annunciando un destino spaventoso per tutta la famiglia. I fratelli impareranno presto che quando il male invade la vita è come un fiume grande che ti porta via. Opporsi è inutile; si può solo cercare di raccontare la propria storia con onestà, come fa Ben dando voce anche a chi non c'è più. Il fato, l'infanzia che se ne va, la famiglia: sono i temi dell'esordio di Chigozie Obiorna, un romanzo di formazione sospeso tra il mito e l'epica, ma anche concreto e sporco come un gioco nel fango, una storia su ciò che si perde e ciò che del passato resta per sempre con noi.