Buon Natale da Nutrito Magazine. Un racconto in regalo

Buon Natale da Nutrito Magazine. Un racconto in regalo

di -
Natale

Ecco il regalo per voi di Nutrito Magazine.

Un racconto che mescola ricordo, nostalgia, desiderio. Il tutto condito dal gusto della buona cucina italiana: capace di suscitare emozioni intense come le più belle storie d’amore.

Buona lettura, e buon Natale.

Giorgio Trichilo
Direttore responsabile Nutrito Magazine

 

Come in una conchiglia

«Volevo solo baciarti.» Mi disse proprio così quando scostai la tenda di garza bianca, sorpresa, di vederlo apparire nel caldo afoso di metà estate e sentì che le sue dita si allungavano a toccare le mie come intrecciando passi di danza, al di là dell’inferriata che ci separava. Non avrei mai potuto immaginare che quell’incontro dopo due anni di silenzio, sarebbe stato il preludio di un addio. Un’eternità dissolta in un attimo. Era una vigilia che voleva festeggiare con me, per dimenticare il dolore che lo aveva attraversato.

Ora era un’altra vigilia, a me sconosciuta. Il mio sguardo perplesso, il mio broncio che mal celava una voglia incontenibile di abbracciarlo, lo invitarono ad entrare. Mi chiedevo cosa volesse dire e mi sentii ridicola in quel frangente a lasciarmi trasportare lontano da questi riccioli di pensiero. «Volevo solo baciarti», mi ripetevo. Voleva solo un bacio o voleva baciarmi senza sosta. Non so se la mia risata poté ascoltarla in qualche modo ma certo intuì che dentro di me si muovevano strani pensieri.

E intanto pensavo a quel “volevo”, indefinito, come il tempo delle fiabe che mi riportava lontano, là dove a scuola un mio professore censurò l’imperfetto come il tempo del diavolo e così, d’un colpo, congelò le mie emozioni. Fu proprio quell’associazione d’idee, forse, a sciogliermi nell’abbraccio caldo di una canicola appiccicosa e stranamente silenziosa. La sua pelle salata improvvisamente mi riportò all’odore del mare e quel sentore silvestre e acuto che sapeva di macchia mediterranea mi fece scendere le lacrime senza che me ne accorgessi. Sentii allora le sue labbra incollarsi e la sua bocca quasi masticando la mia pelle bagnata dire «Volevo solo riascoltare il mare, tuffarmi in te per aspirare di nuovo il profumo delle onde e della sabbia nel mare di una conchiglia.»

Spaghetti alle VongoleOggi in un’altra vigilia, quella di Natale, leggendo il biglietto lasciatomi sotto la porta mi ricordai improvvisamente del nostro ultimo incontro e di quel piatto di vongole che avevo preparato credendo di restituirgli un’idea di mare che era la sua vera, unica patria, per lenire un poco la sua nostalgia e regalargli un assaggio della Capitale in quella notte della vigilia di Natale che per lui era la finestra su un mondo nuovo.

Non avevo mai saputo se non troppo tardi e da un biglietto che nascose sotto il letto alla fine di quel pomeriggio che lì aveva trovato, senza rendersene conto, il suo porto. Purtroppo la nostalgia di me lo raggiunse tardi e quando tornò indietro sapeva già che sarebbe stato il sogno di un momento. «Volevo solo baciarti

Iniziava così il messaggio e continuava «al piatto di spaghetti che ha cambiato la mia vita. Torno da te per restare, forse solo come un’ombra che ti riparerà quando il sole potrebbe scottarti e sparirà quando troverai il calore che cerchi e che meriti. Tu sei la mia conchiglia e l’ho capito tardi.»

Ilaria Guidantoni