L’Acetaia Balsamica di Elisa e Andrea: la magia del profumo

L’Acetaia Balsamica di Elisa e Andrea: la magia del profumo

Balsamica L'Acetaia di Elisa e Andrea

Ci sono uno stile e una qualità Made in Italy; e ci sono storie che rendono possibile l’affermarsi di questo stile e qualità si affermano nel mondo. Sono storie che parlano di passione, talento, impegno e della voglia di scommettere su se stessi e sul proprio sogno.

Una di questa storie nasce e si sviluppa a Toano, nella zona di Reggio Emilia: il palcoscenico è una ‘piccola azienda a conduzione famigliare’ come ci tiene a precisare il protagonista, Andrea Banchio.

L’Acetaia Balsamica di Elisa e Andrea è la sua azienda che prende il suo nome e quello della moglie, una realtà d’eccellenza che parte da una sfida. La parola ad Andrea.

Andrea, come è nata la passione per l’aceto balsamico e come si è trasformata in un lavoro?

«Produciamo aceto dal 1985, ho iniziato io quando ero matricola all’università, a Parma. Già allora coltivavo l’idea di avere un’acetaia e ho cominciato insieme a un mio compagno. La passione cresceva, ma non avevamo ancora chiare finalità commerciali, poi però la storia ha preso un’altra piega».

Ce la racconti?

«Nel 2009, su suggerimento di un amico che conosceva il nostro aceto, io e mia moglie abbiamo partecipato a un palio di piccoli produttori a Castellarano, qui nella zona. Su venticinque partecipanti siamo arrivati primi. Questo risultato ci ha offerto maggior consapevolezza sulle potenzialità del nostro prodotto. Così, nel 2010, ci siamo convinti a partecipare al Palio dell’Aceto Tradizionale di Modena che è una sorta di campionato del mondo dei produttori e si svolge a Spilamberto».

Elisa e AndreaCome è andata?

«Attraverso l’alfiere – la persona preposta a raccogliere i campioni e portarli al palio – abbiamo portato il nostro aceto alla manifestazione. Teniamo presente che questo palio è aperto solo ai produttori della provincia di Modena, quindi non eravamo esterni ai fini della classificazione. In quell’occasione gli assaggiatori dovevano provare 1233 campioni di aceto balsamico. E qui c’è stata la sorpresa…».

Quale?

«Siamo stati valutati fuori competizione, ottenendo un punteggio di gran lunga di superiore a quello classificato primo in gara. Ancora adesso, a ricordarlo mi vengono i brividi se penso allo sguardo dell’alfiere mentre comunicava questo risultato. Il vincitore conquisto 317 punti, noi 322. Da qui la nostra storia ha intrapreso nuovi sviluppi, cercando di affermare e rafforzare la qualità».

Ci presenti, dunque, il prodotto?

«Non posso appropriarmi delle dicitura Aceto Balsamico Tradizionale di Modena perché la mia produzione è fuori da quel territorio. La caratteristiche organolettiche di gusto e profumo, però, come hanno decretato gli assaggiatori del Palio di Spilamberto, sono eccellenti».

Cosa c’è da sapere sull’aceto balsamico che i consumatori ignorano?

«S è abusato fin troppo del nome Aceto Balsamico, permettendo la presenza di etichette che con questo prodotto, e soprattutto con l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, non hanno niente a che fare. Questo perché questo nome si porta dietro un valore e un’unicità. Sono il frutto di un prodotto che ha come minimo dodici anni di invecchiamento, cioè un prodotto affinato. Il grado successivo è venticinque anni di invecchiamento per un prodotto maturo; in mezzo, naturalmente, ci sono le varie sfumature. L’Acetaia Balsamica d Elisa e Andrea conta aceti che contano trent’anni di invecchiamento».

Quali sono le caratteristiche di un aceto maturo con molti anni di invecchiamento?

«Dai dodici ai venticinque offre una sensazione agrodolce, che lascia un sapore pieno. Oltre i venticinque anni, abbiamo aceti con un sapore più dolce all’inizio che poi si svela acido, penetrante e più persistente rispetto a quello più giovane. Il gusto di quest’ultimo è ampio e rotondo».

Per finire, a quale tipologia di clienti si rivolge l’Acetaia Balsamica di Elisa e Andrea?

«La nostra produzione è limitata, 30 litri all’anno. Una bottiglietta da 100 ml costa 100 euro, quindi il nostro target è necessariamente medio-alto. Poco per pochi, quindi. È un cliente evoluto, attento al profumo e al gusto, capace di distinguere tra il comune aceto balsamico del supermercato, prodotto essenzialmente con aceto di vino, succo d’uva concentrato e caramello utilizzato come colorante».

Acetaia Balsamica di Elisa e Andrea

Giorgio Trichilo