Tè, caffè e altri piccoli sorsi in riva al Mediterraneo

Tè, caffè e altri piccoli sorsi in riva al Mediterraneo

Espresso

Un viaggio ‘liquido’ nel Mediterraneo profuma soprattutto di , caffè e agrumi che vengono consumati fuori delle tavole o, al limite, alla fine di un pasto.

Per non incorrere nell’errore degli americani o degli europei del nord che pasteggiano con il cappuccino in Italia o lo ordinano come dessert, non si pasteggia né con il caffè né con il tè, e neppure con le spremute. Non siamo né in Cina, né in Giappone né in India per fare un esempio.

SousseNel mare nostrum a tavola si beve acqua e, in alcuni casi, vino e non liquori. Caffè e tè coesistono sebbene con ruoli diversi che attengono anche ad abitudini decisamente personali, soprattutto in riferimento alla colazione.

Partiamo proprio dalla parola tè all’italiana o thé alla francese. Il termine nell’origine è incerta e sembra venga dal cinese ma in ogni caso in quasi tutte le lingue ha un’assonanza come nel thaï o chaï arabo, la cui pronuncia varia a seconda della zona.

La pianta proviene dall’Oriente e non si coltiva nel Mediterraneo dove si consuma prevalentemente tostato sulla sponda nord e nella parte orientale, il cosiddetto ‘tè nero’; mentre nel Maghreb è in prevalenza e tradizionalmente verde perché è arrivato dalla Cina nel corso dei secoli. Nel Mediterraneo del nord e invece proviene storicamente dalla Persia e dalla Turchia dov’è in uso esclusivamente nella versione ‘nera’.

te mentaUna curiosità concerne il tè alla menta: ci fu un tempo nel quale per ragioni diplomatiche nel Maghreb si interruppero i traffici con la Cina e così le popolazioni locali cominciarono a bere infusi di menta tipica del loro territorio. Quando si riaprì il dialogo con l’Oriente l’abitudine al profumo della menta suggerì di sperimentare l’unione del tè con essa e nacque il tè alla menta che, più si scende verso il deserto, più è zuccherato.

In Tunisia la particolarità è di consumarlo talora con pinoli o mandorle e si beve sempre e solo a partire da metà mattinata mentre non è utilizzato in questa formula per la colazione, diversamente da quanto avviene in Marocco.

KarkadyL’Egitto non ha una grande cultura del tè e la sua bevanda nazionale che si offre in segno di accoglienza è il karkadè, un infuso dissetante che si ricava dal calice carnoso del fiore dell’hibiscus sabdariffa, dal sapore aspro e dal colore rosso intenso. Coltivato in alcuni paesi africani quali il Senegal e l’Etiopia, esiste anche verde e un tempo era molto diffuso i Italia, conosciuto come il “tè degli italiani”, per ovvie ragioni storiche.

Concorrente del tè nel Mediterraneo è certamente il caffè noto a tutti soprattutto per l’espresso italiano che si sta diffondendo sempre più anche sulla sponda meridionale dove coesiste con una tipicità locale che è il caffè turco, profumato con l’acqua di fiori di rosa o di arancio che in Tunisia si consuma molto dolce.

In generale sulle sponde del ‘mare bianco di mezzo’ regnano i succhi freschi e le spremute che in Tunisia segnano le stagioni: arance d’inverno, fragole in primavera, limoni d’estate e melograno in autunno. Quest’ultimo tra l’altro è una pianta sacra per l’Islām i cui grani contenuti nel frutto rappresentano i 99 nomi di Dio. In generale il melograno è un simbolo porta fortuna e segno di abbondanza e fertilità.

Da citare anche bevande a base di mandorla, molto diffuse in Sicilia e la cosiddetta orzata, nome utilizzato per indicare varie bevande rinfrescanti analcoliche vegetali o da cereali, semi e frutta secca. Il termine racconta certamente l’origine: all’epoca romana era confezionata con orzo ma poi questo cereale è stato sostituito da altri ingredienti. 

Dar Medina MahdiaIlaria Guidantoni
Ilaria Guidantoni, giornalista, scrittrice, consulente per le relazioni istituzionali, è fiorentina e vive tra Roma, Milano, Tunisi e la Toscana. Una laurea in Filosofia Teoretica all’Università Cattolica di Milano e un Corso di Perfezionamento in Bioetica al Policlinico Gemelli di Roma. Studiosa della cultura e lingua araba e del Mediterraneo, si interessa al dialogo tra le due sponde tra attualità e storia, al cibo e al suo legame con la corporeità nel ritratto di una società (Sommelier A.I.S). Nel 2015 ha pubblicato Marsiglia Algeri, viaggio al chiaro di luna (Albeggi Edizioni); Corrispondenze mediterranee, viaggio nel sale e nel vento (Oltre Edizioni).
Direttore responsabile del quotidiano culturale on line Saltinaria.it