Carin Mc Donald: la cucina promuove l’integrazione delle culture

Carin Mc Donald: la cucina promuove l’integrazione delle culture

A volte serve spostare di poco la prospettiva con cui osservare il mondo per mettere meglio a fuoco un oggetto – in questo caso l’identità del Made in Italy in cucina – e così da recuperarlo con toni ancora più vivi. Usciamo per un attimo dall’orizzonte che ci porta a guardare la nostra tradizione in esclusiva. Teniamola ben presente, ma suggerendo un punto di vista che ne ampli l’intera portata.

E lo facciamo con un libro, fresco di stampa, ad opera di Carin Mc Donald Puzie, autrice di L’integrazione comincia con il gusto. Nella vita come in cucina (Corrado Tedeschi Editore). Un libro di ricette, di racconti e di mondi all’apparenza distanti dal nostro.

Carin nasce in Costa Rica dove trascorre la giovinezza, ma dal 1983 giunge in Italia. Non l’abbandonerà più, nonostante il legame con la madrepatria continui, attraverso viaggi, amicizie e la nascita di quell’Associazione Nazionale d’Amicizia Costa Rica Italia di cui è presidente per la Lombardia.Il suo ingresso in Italia, a Milano, non è esente da incomprensioni, ma la sua è senza dubbio una migrazione privilegiata: inizia la carriera come indossatrice di moda, quindi è attrice di cinema e in televisione. Diventerà poi manager d’azienda.

Ed è proprio questa invidiabile storia di vita, di essere donna, pienamente integrata, tra due mondi e culture, che rende la sua testimonianza così interessante: «La diversità è sempre stata per me fonte di arricchimento e ispirazione. Per fortuna non esiste un’autorità capace di definire il gusto e questo è favoloso, così possiamo godere di un mondo che può essere plasmato con sapori, colori ed essenze diverse».

Carin Mc Donald PuzieIl suo libro, Carin, lo scrive in lingua italiana, qui in Italia è stata sposata, vive insieme alla figlia che arricchisce ancor di più il bouquet già ricco delle sue ‘contaminazioni, annoverando tra gli antenati anche una bisnonna scozzese. E un suo aneddoto assai indicativo: «Mentre mi trovavo in Argentina a preparare questo libro, mi sono resa conto che scrivevo e pensavo in italiano. Quando mi è stato chiesto di farlo nella mia lingua d’origine, lo spagnolo, mi sono affiorate come per magia delle sensazioni, dei colori, dei gusti e delle storie che erano sepolte dentro di me perché erano parte solo di quel mondo».

A livello gastronomico, questo mondo così diverso e che tuttavia arricchisce – vicendevolmente – il nostro, si presenta così: il cibo per Carin rappresenta la colonna sonora della vita, ne scandisce le ore e i giorni. Gli eventi importanti sono sempre legati a un profumo, a un colore di un ingrediente, a un sapore di un piatto. È una natura lussureggiante, quella descritta da Carin per il suo Costa Rica: piantagioni di canna da zucchero, palme da cocco, bananeti, foreste pluviali, cascate, vulcani.

Il cibo ha una valenza insieme sensuale e spirituale: il cibo serve più al cuore che allo stomaco, ama dire Carin. Un tema fondamentale – comune a tanta letteratura caraibica – è quello della terra, della madre terra, che accoglie e dà la vita: «Al crepuscolo creavamo il nostro giardino al centro della terra dove collocammo i nostri semi».

Ma a noi interessa molto anche l’incontro tra la cultura gastronomica caraibica e quella italiana. Carin l’ha sperimentata per trent’anni e ha voluto racchiuderla in questo libro. E allora sì, è possibile che il parmigiano incontri la cannella, come la verza conosca il mango e il ginger. Il platano, la manioca che nelle nostre città, attraverso i mercati, cominciano ad affacciarsi, possono interagire con il nostro risotto o arricchire un piatto di gnocchi.

Ci vuole tecnica, senza dubbio. Bisogna conoscere queste materie prime: e numerose sono le pagine che descrivono nel dettaglio, ma in semplicità, le istruzioni per trattarle e valorizzarle. Ma più di tutto serve curiosità e simpatia. «L’integrazione – afferma Carin Mc Donald – «è cercare il mistero che si intuisce e si cela in un mondo diverso»

Carin Mc Donald Puzie ha un passato di attrice. Ha recitato in commedie come È arrivato mio fratello di Castellano e Pipolo, a fianco di Renato Pozzetto. Attualmente si adopera nello sviluppo di progetti eco ambientali e sostenibili.

Giovanni Caldara