Fattoria La Maliosa: il vino di una natura affascinante

Fattoria La Maliosa: il vino di una natura affascinante

Antonella Manuli

Maremma, Toscana. Qui la natura sa offrire il meglio di sé, affascina. Ecco, dunque, la ‘Maliosa’: la Fattoria che si estende su circa 160 ettari della Maremma collinare composti da terreni seminativi, vigneti, uliveti e boschi. La storia di questa fattoria parte da Milano, passa per la Svizzera e la California, e ruota attraverso una protagonista: Antonella Manuli.

Antonella apre le porte dell’azienda e ci presenta questo gioiello incastonato in uno degli angoli più suggestivi d’Italia.

La MaliosaBuongiorno Antonella, la domanda più spontanea: perché la ‘Maliosa’?

«Innanzitutto, è un luogo che ammalia. Aggiungo un particolare: nello sviluppo del progetto ho scoperto una coincidenza curiosa. All’interno abbiamo una vigna vecchia di circa sessanta anni che è stata rimessa in produzione: qui cresce un vitigno tradizionale, molto antico che si chiama Procanico. Era già coltivato dai romani e dagli etruschi; deriva dal latino ‘procaenere’ che significa ‘ammaliare’».

Ci può raccontare brevemente la sua storia di imprenditrice agricola?

«Il mio primo lavoro è stato in ambito finanziario, sempre qui in Maremma, in un’azienda turistica alberghiera. Ho avuto modo di conoscere bene il territorio. Ho capito che era il luogo giusto per sviluppare un progetto di agricoltura basato sul ‘naturale’».

uva La MaliosaDa dove nasce l’interesse per l’agricoltura ‘naturale’?

«Io sono nata a Milano, ho abitato in Svizzera e poi ho frequentato l’università in California. Pur seguendo studi di finanza, ho cominciato a interessarmi dei valori dell’Organic Movement, già sviluppati trent’anni fa, quando in Italia non se ne parlava. Con il tempo ho maturato le mie conoscenze e ne ho fatto, finalmente, uno dei cardini della mia professione».

Fattoria La Maliosa è un’azienda di agricoltura e biodinamica. Può spiegare in modo semplice questi concetti?

«Scegliere il ‘biologico’ vuol dire utilizzare un po’ meno quelle sostanze che si usano in agricoltura. Il ‘biodinamico’ si spinge oltre: ha parametri molto più severi. La nostra azienda interpreta ancora più restrittivamente queste regole».

Facciamo un esempio concreto…

«Va bene, parliamo di vino. Anche il ‘biodinamico’ permette l’aggiunta di solfiti fino a una certa quantità; noi per scelta non aggiungiamo assolutamente niente. Vorrei, inoltre, fare ancora una precisazione».

uva La MaliosaPrego.

«L’agricoltura ‘biodinamica’ si rivolge non tanto alle piante, ma essenzialmente al terreno, rendendolo più fertile attraverso pratiche del tutto naturali. Il terreno diventa più ricco e la pianta di conseguenza si fortifica. Facciamo un parallelo con un bambino piccolo: se per un raffreddore gli la mamma gli dà subito l’antibiotico, il piccolo continuerà sempre a prendersi un sacco di raffreddori perché si indebolisce. Se, invece, non gli si dà niente, il suo sistema immunitario si fortifica. Lo stesso vale per la pianta: deve farcela da sola. Magari le rese saranno più basse, ma di sicuro più sane».

Concentriamoci sul vino. Come si percepisce la qualità di un vino prodotto con agricoltura biologica?

«Per scelta non aggiungiamo niente in cantina: le nostre fermentazioni sono con lieviti naturali. Il nostro sforzo agricolo avviene in campo: in cantina possono arrivare solo grappoli perfetti, dal momento che abbiamo scelto di non apportare alcuna correzione, anche se permessa sul piano legislativo. Questo abbassa la produttività, anche del 50% in meno rispetto a quella di un’azienda che lavora in modo convenzionale. Non essendoci filtri o additivi chimici, il gusto è di quella vigna lì, di quel vitigno lì: unico. È una sensazione alla quale ci siamo un po’ disabituati, ma oggi una fetta consistente di consumatori cerca la qualità originale – che necessariamente ha un prezzo maggiore – e vuole essere informato».

panorama pullieroChi è il consumatore tipo del vino di Fattoria La Maliosa?

«Il 90% della nostra produzione va all’estero: vendiamo in canali molto specializzati. In alcuni Paesi, c’è un trend in costante crescita che è quello del vegano: i nostri vini rispondo in pieno a questa richiesta perché non aggiungiamo chiare d’uovo o altri chiarificanti di origine animali. In Italia, abbiamo consumatori molto attenti all’aspetto culturale del prodotto, sempre di più giovani».

Cosa ricercano i giovani?

«Ricercano l’autenticità, in tutti gli aspetti della loro vita. Comprano meno, ma comprano meglio: più sostanza e meno immagine. Penso sia questa la direzione».

Guarda la videointervista a Lorenzo Corino, agronomo della Fattoria La Maliosa.

Fattoria La Maliosa

Giorgio Trichilo