Cascina Garitina: il vino Barbera alla conquista del mondo

Cascina Garitina: il vino Barbera alla conquista del mondo

Gianluca Morino

La bisnonna Margherita ha lasciato il segno. Il piccolo Gianluca Morino è cresciuto con lei, ne ha ereditato l’amore per la vigna, per il lavoro di vigna che non conosce giorni festivi e procede incessante, stagione dopo stagione.

bottiglie GaritinaNon è un caso, quindi, che la Cascina fondata nel lontano 1900 prenda il nome di ‘Garitina’: in piemontese il diminutivo di Margherita. Parte da qui, dalle radici l’intervista a Morino, rappresentante della quarta generazione, nata e cresciuta all’ombra dei filari di questa zona del Monferrato.

Cascina Garitina vanta oltre cento anni di attività: lei sente il peso di questa storia sulle spalle?

«Per me non è un peso, è un onore. Io sono nato qui ed allevato da mia bisnonna da cui prende origine la nostra azienda. I miei nonni e i miei genitori andavano in vigna ed io trascorrevo molto tempo con lei. Le radici sono un punto di riferimento, da dove nasce la voglia di fare qualcosa di nuovo, avendo bene in mente da dove si è partiti».

Come convivono all’interno di Cascina Garitina tradizione e innovazione?

«Abbiamo sei vigne con più di cinquant’anni, quattro con più di sessantacinque anni: le prime sono state impiantate da bisnonna Margherita. L’innovazione si pone in questo quadro innanzitutto in termini di comunicazione di prodotto, ma anche nell’evoluzione della sua qualità. Il nostro vino Barbera non viene lavorato come al tempo dei miei nonni: non la berrebbe più nessuno. Una volta era una vino troppo strutturato con troppa acidità, ora lo abbiamo dotato di maggiore finezza, eleganza, fruibilità».

Vigna GaritinaQuali sono gli altri vini della sua azienda oltre la Barbera?

«Per l’80% le vigne sono di Barbera che presentiamo in sei etichette. Produciamo inoltre Dolcetto e Brachetto d’Acqui. Con il tempo ho sostituito quest’ultimo con un Mosto d’uva fermentato: questo perché mi sono voluto fermare a quattro gradi di alcol e utilizzare subito il tappo vite. Intorno agli anni Novanta sono stati impiantati altre vigne da cui si ricavano Merlot in purezza e Pinot Nero in purezza: si tratta di piccole produzioni».

Come vi proponete sul mercato estero?

«L’80% del nostro vino è presente sui mercati stranieri. In Europa esportiamo principalmente in Svizzera, Olanda e Danimarca. Vendiamo bene anche negli Stati Uniti, in Asia».

Cosa ricercano nel vostro vino i consumatori all’estero?

«Paghiamo un po’ il fatto che i vini del Monferrato fanno fatica a imporsi all’estero, non sono supportati da una comunicazione istituzionale di largo respiro. Bisogna contare su iniziative di private: ad esempio io mi muovo molto attraverso i social e il web. Detto questo, la Barbera comincia ad avere una buona percezione: è un rosso un po’ atipico, facilmente abbinabile sia con i cibi del nord Europa. Negli Stati Uniti sta ricavando buone nicchie di mercato perché la spinta al consumo è stata promossa dai produttori della California. Sono loro che hanno impiantato il nostro vitigno per fare un rosso alternativo al loro: questa scelta ci aiuta a far conoscere la Barbera al consumatore americano».

Uva GaritinaE per quanto riguarda l’Asia?

«Il mercato giapponese è più maturo, in Cina si va un po’ più a rilento, ma può diventare uno dei mercati riferimenti per la Barbera che per la sua freschezza si sposa con i piatti speziati, tipici della cucina orientale. È un po’ difficile da far capire perché i loro importatori si muovano ancora per grandi numeri, quindi noi produttori artigianali dovremo ancora faticare».

Anche la sua come altre aziende vive nel Monferrato, riconosciuto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità: come influisce secondo lei sul valore di mercato delle vostre produzioni?

«È un valore aggiunto, ma manca la comunicazione istituzionale come ho già avuto modo di dire. Il vino è alfiere del territorio, ma le istituzioni sono timide, sembra che non ci credano abbastanza. Occorre creare più sistema».

Per finire, come è stata la vendemmia 2015 per Cascina Garitina?

«Eccezionale, ha tutti i numeri per entrare tra le vendemmie del secolo; grazie alle condizioni climatiche di questa estate – giugno e luglio caldi, e agosto fresco – che ha giovato alla maturazione. Si prospetta una Barbera di grande maturità e assoluto equilibrio acido».

Cascina Garitina

Giorgio Trichilo