Damian Ranasinghe: dallo Sri Lanka all’Italia

Damian Ranasinghe: dallo Sri Lanka all’Italia

Damian Ranasinghe

«Se compri prodotti italiani dai lavoro agli italiani. Se compri in negozi italiani dai lavoro agli italiani. Se vendi prodotti italiani all’estero o ai turisti dai lavoro agli italiani. Il tuo futuro dipende da te. Made in Italy»: questo è quanto si legge sulla pagina Facebook dell’Eatalian, ristorante italiano a Bentota, in Sri Lanka.

Il proprietario – dell’Eatalian e di altri locali in Italia e nel mondo – è Damian Ranasinghe, nato in Sri Lanka nel 1976 e arrivato nel Bel Paese con la famiglia nel 1988. Scambiando due chiacchiere con lui, si ha l’impressione che a guidarlo debbano essere stati curiosità, fantasia, genio imprenditoriale, vision, un atteggiamento semplice e diretto. Questi devono essere alcuni tra gli ingredienti della sua storia di successo, premiata al Money Gram Award 2015 nella categoria dedicata all’occupazione.

Qual è stata la tua formazione?

Ho iniziato dalla scuola alberghiera, proseguendo gli studi in questo settore per spaziare, subito dopo il diploma, tra corsi di perfezionamento dell’Ais e dell’Aibes. Fondamentali sono stati i percorsi formativi fatti sul campo, nei vari posti di lavoro. Ho avuto l’opportunità di misurarmi con ristoranti di alto livello in Italia e all’estero. A 18 anni ho lavorato a Genova da ‘Zeffirino’, dove ho imparato moltissimo. Tramite Zeffirino per un anno ho lavorato al ristorante vip dell’hotel Venetian, a Las Vegas, luogo di ritrovo per una clientela di altissime pretese, difficilmente gestibile, come personaggi famosi o vincitori del casinò. A vent’anni, tornato in Italia, con un socio ho aperto il mio primo locale a Genova, lo ‘Shakespeare Cafè’; da allora abbiamo aperto un locale ogni anno, fino al 2004 quando sono diventato papà. Ho deciso di godermi appieno la paternità e mi sono preso un anno sabbatico: è stato un cambio drastico nella mia vita, ho venduto tutto. Poi, nel 2005, è tornato in campo e ha rilanciato creando ‘Soho Restaurant & Fish Work’, brand vincente con locali a Genova, Milano, Caserta e Praga che nel 2014 ha fatturato circa 3 milioni euro impiegando più di 40 persone. In partnership, ci sono anche i locali di Londra e Mosca, e l’Eatalian in Sri Lanka.

Come si fa a ricreare un’esperienza di cucina italiana a Bentota?

È complesso: noi non scendiamo a compromessi e ci portiamo da casa tutte le materie prime. Niente pasta fatta in India o in Australia. Abbiamo spedito e sdoganato 2600 bottiglie di olio extravergine di oliva italiano. Certo i tempi per farlo sono lunghi, e nei vari passaggi i costi lievitano: un container impiega 30 giorni ad arrivare, più 3 settimane per lo sdoganamento …

Prossimi passi?

Stiamo avviando un nuovo format: il pizza-gourmet Savô, a Genova, dove testiamo generalmente i nostri locali. Sta avendo un buon successo. Il 2016 sarà dedicato all’apertura di un nuovo locale, preferibilmente a Milano.

Damian Ranasinghe ha definitivamente abbandonato la cucina per il management?

Devo dire che mi piace sempre molto mettere il becco nella parte creativa della cucina. Quando facciamo delle prove sono sempre presente, ho molta fantasia. Il problema è trovare tempo per tutto, senza rubarlo a mio figlio, ai miei amici, alla vita privata insomma. 

Qual è il segreto del successo?

Inseriamo ogni volta giovani ragazzi nel nostro gruppo collaudato. Li formiamo noi, a nostra immagine, poi li spostiamo tra i vari locali dando loro man mano maggiori responsabilità. Alla fine diventiamo una famiglia, e questa è la forza della nostra azienda. Punto molto sul team building, sulla motivazione del mio staff. Non guardiamo mai l’ora, lavoriamo finché serve, ci aiutiamo tutti, condividiamo gli obiettivi.

Eatalian restaurant & Food Store

Marco Negro
Associazione Legami