Cardone: il vino di Puglia che seduce

Cardone: il vino di Puglia che seduce

Cardone Uva

C’è una storia di ostinata volontà e di amore per la propria terra che si scrive in Puglia, lungo i filari di vite della valle d’Itria. Questa storia ha avuto inizio negli anni Settanta del secolo scorso per volere di Giuseppe Cardone. Pagina dopo pagina, vendemmia dopo vendemmia è giunta fino a noi, ed ora a raccontarla è Marianna Cardone che ci introduce all’interno della sua cantina.

Un tratto fondamentale della sua azienda è l’attaccamento alla radici famigliari. Per lei che significato hanno?

Marianna Cardone
Marianna Cardone

«La nostra è la storia di una sfida. È quella lanciata ormai quarant’anni or sono da mio nonno Giuseppe che in quel tempo commercializzava mosti per il vino e serviva le grandi aziende vitivinicole del nord. Con il sostegno di suo figlio Franco – cioè mio padre – decise che le uve della valle d’Itria non dovevano solo essere utilizzate per ‘tagliare’ i vini dell’Italia settentrionale, ma potevano offrire vini di qualità. Tutto è partito da qui: mio nonno e mio padre sono stati dei pionieri da queste parti, partendo con il ‘Bianco di Puglia’. Io sono ‘nata in cantina’ e ho respirato fin dall’infanzia i valori di famiglia: impegnarsi, cercare sempre il meglio. Dopo la laurea alla Bocconi, ho sentito il richiamo della terra e dell’azienda ed ora gestisco il marketing».

Alla luce della sua esperienza quotidiana: cosa vuol dire essere imprenditori del vino in sud Italia?

«Avere una posizione di prestigio. La Puglia è considerata una delle regioni più belle del mondo ed è conosciuta soprattutto per la sua enogastronomia. Produrre vino vuol dire essere ambasciatori di un territorio. Per quanto mi riguarda posso dire di godere il vantaggio di provenire da una famiglia di produttori e di essere donna».

Quale vantaggio comporta essere donna?

«In questi ultimi tempi c’è molta attenzione nei confronti dell’imprenditoria femminile in generale, e in particolare alle ‘donne del vino’. Alla capacità del fare è riconosciuta alle imprenditrici quella di saper comunicare. Noi donne, inoltre, riusciamo a fare sistema, siamo più libere da logiche individualistiche. Creiamo network di lavoro, attraverso i quali comunicare meglio e di più i valori dei nostri marchi».

Come in altre parti d’Italia, il vino è veicolo di marketing del territorio: all’interno di Cantina Cardone come si concretizza quest’aspetto?

Cardone Filari«Ospitiamo gruppi di turisti selezionati, interessati al mondo del vino e alla sua cultura. Le persone che vengono da noi ci rivolgono molte domande sul territorio, desiderano sapere la storia della nostra famiglia, non si limitano a conoscere le caratteristiche organolettiche dei nostri vini. E accanto al vino, sono interessati a scoprire abbinamenti con altri prodotti di Puglia. Questo, naturalmente, favorisce un circolo virtuoso». 

Chi sono i turisti che ospitate?

« Sono stranieri che provengono prevalentemente da Londra – attenzione: londinesi, non inglesi in generale, e dagli Stati Uniti. Quest’anno i nostri wine tour hanno registrato numerose presenze dal nord Europa».

Qual è il loro approccio al vostro vino?

«Provano una sensazione di stupore. Arrivano qui, conoscendo i grandi vini come Barolo, Barbaresco e Chianti che loro identificano tout court con il vino italiano; e rimangono sorpresi piacevolmente dal Primitivo, dal Negroamaro, dal Locorotondo, dal Verdeca e dagli altri vini di nostra produzione».

Perché piacciono i vini di Cantina Cardone?

«Perché sono frutto di esperienza, per la loro qualità e per la versatilità: sono ideali per un uso quotidiano, per arricchire la tavola di gusto».

Cantina Cardone

Giorgio Trichilo