Maria Borio: benvenuti a Cascina Castlet

Maria Borio: benvenuti a Cascina Castlet

Maria Borio

Costigliole d’Asti, Monferrato. Il vino e le vigne hanno scritto la storia di queste colline, temprato l’anima del territorio, fanno parte del Dna di intere famiglie.

È il caso della famiglia Borio, legata a Costigliole d’Asti fin dal 1198. Nell’albero genealogico dei Borio figurano sacerdoti, notai, artisti e, naturalmente, viticoltori. Dalla passione di questa famiglia per le vigne è nata Cascina Castlet.

«L’ho ereditata da mio padre nel 1970 – spiega Maria Borio, oggi a capo dell’azienda – e in essa ho riversato oltre all’amore per la terra d’origine, tutta l’esperienza prima maturata a Torino nella bottiglieria di famiglia. Conoscere i gusti del cliente è stato lo strumento per scegliere la via più idonea a produrre vini che incontrassero le aspettative del pubblico».

Il vino, dunque, è un vizio di famiglia?

«Direi proprio di sì. Abbiamo scommesso sulla terra, sulla nostra terra, sui vitigni del luogo, Barbera, Moscato, Uvalino e Cabernet».

Qual è il rapporto tra tradizione e innovazione all’interno di Cascina Castlet?

«Sicuramente la tradizione si esprime con la qualità e con la ricerca sui vitigni del territorio: a questo proposito mi piace ricordare gli studi che abbiamo condotto sull’Uvalino. Per quanto riguarda l’innovazione penso al valore aggiunto rappresentato dalla tecnologia all’interno della nostra cantina. Tutto questo si coniuga con l’attività di marketing e promozione dei nostri vini a livello internazionale».

Cascina CastletCascina Castlet è nelle colline del Monferrato, riconosciute dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Quali sono i meriti del vino e della viticoltura se il territorio ha ottenuto questo riconoscimento?

«Io penso che al vino si debba moltissimo. I produttori hanno promosso il Monferrato andando in giro per il mondo. Grazie a questo impegno i turisti hanno cominciato a conoscere e innamorarsi di queste colline. Questo è un esempio di come l’attività imprenditoriale sia un elemento fondamentale del marketing del territorio».

Ed ora quali sono le responsabilità?

«Bisogna continuare quello che abbiamo fatto sinora e farlo sempre meglio, valorizzando l’ambiente in un’ottica di maggior offerta turistica. Sotto questo aspetto Cascina Castlet è molto attiva: abbiamo ad esempio valorizzato le nostre vigne con dei roseti per promuovere passeggiate nella natura appagagando il senso estetico. Siamo un’azienda che consuma energia nel rispetto dell’ambiente; abbiamo, inoltre, installato numerosi nidi per difendere diverse specie di uccelli. Da noi i turisti, oltre al vino possono così gustare un modo di vivere e intendere il paesaggio».

Essere una donna per lei cambia il modo di approcciarsi al vino e alla sua produzione?

«Personalmente non credo alla distinzione tra uomo e donna in questo settore. Bisogna essere dei seri e capaci produttori. Il sesso non c’entra».

Cascina CastletLa vendemmia è alla fine. Cosa succede ora in vigna?

«Il mondo del vino lavora dodici mesi all’anno, non conosce soste. Adesso la vite riposa in attesa della potatura che avverrà quest’inverno. Intanto, in cantina cominciano le degustazioni: in questo periodo Cascina Castlet registra la punta massima di visitatori. Si comincia poi ad andare in giro alle Fiere a promuovere il vino, senza dimenticare di essere ambasciatori del Monferrato e del Made in Italy. Insomma, siamo sempre al lavoro».

Cascina Castlet

Giorgio Trichilo