Agroalimentare: il futuro è la qualità

Agroalimentare: il futuro è la qualità

di -

Qual è il trend di mercato dei prodotti DOP, IGP e STG in Italia e nel mondo, quali i canali di vendita, quanto incide la querelle delle quote latte, il libero scambio, senza dimenticare la questione europea del latte in polvere e l’importanza e la valorizzazione del Made in Italy?

Sono i temi su cui si è incentrato il dibattito a Bressanvido (Vicenza), durante lo scorso Festival dell’Agricoltura, al convegno ‘Il futuro dei prodotti agroalimentari di qualità’. Ad ospitare l’evento le Latterie Vicentine, leader nella produzione di latte e derivati.

Denis Pantini
Denis Pantini

Denis Pantini, direttore Area Agricoltura e Industria Alimentare di NOMISMA S.p.A, si è soffermato sulle prospettive dei prodotti di qualità alla luce dei nuovi scenari evolutivi. 1274 sono i prodotti europei DOP e IGP, 275 quelli italiani di cui 36 veneti suddivisi in 18 DOP, 18 IGP e 1 STG (la mozzarella): numeri significativi di un settore decisamente in crescita, in particolare quello delle DOP dei formaggi, maggiormente concentrate nella Regione Veneto.

«Le principali problematiche che emergono oggi – ha spiegato Pantini – sono legate ai canali di vendita dove la GDO ha di fatto il controllo sul mercato. Il 70% delle vendita appartiene a questo canale che negli ultimi anni ha visto crescere i fatturati anche grazie alle DOP, fino a divenire un’interessante piattaforma per l’esportazione, a scapito dei singoli produttori che non hanno potere contrattuale in merito».

«Altro aspetto da sottolineare – ha concluso Pantini – sono le prospettive future di vendita nei Paesi emergenti nei i quali è stato riscontrato negli ultimi anni un crescente consumo di proteine animali, in particolare i formaggi. Un trend positivo solo per aziende strutturate che possono investire nei trasporti, nella ricerca di mercato e nella comunicazione. Skill impensabili per i piccoli produttori».

la Redazione