Alessandro Giagnetich: lo chef delle casalinghe

Alessandro Giagnetich: lo chef delle casalinghe

Alessandro Giagnetich
ph @ lefotodimarzo.it

Poco più di trent’anni, piemontese di origine istriana (vive e lavora nel Canavese, a pochi chilometri da Torino), sta dietro le pentole da quando aveva 13 anni. Alessandro Giagnetich, è chef, docente Icif, ma lui ama definirsi ‘tramandatore’: tramandare ricette, sapori, cultura.

Cominciamo dalla Croazia, Alessandro. Sei appena rientrato da Porec, sull’Adriatico?

«Sì, sono stato invitato in qualità di chef e docente Icif, all’interno dell’attività che l’Italian Culinary Institute for Foreigners esercita al fine di promuovere l’italian food».

Quali sono stati gli aspetti salienti di questa esperienza?

«Siamo stati invitati da Valamar, società leader in Croazia per la gestione di strutture ricettive. Parliamo di villaggi vacanze e camping riservati per un target medio-alto. Mangiar bene fa parte dell’experience della vacanza: mare, sole e sapori mediterranei. Ma la clientela non vuole gustare solo cibi italiani, li vuole gustare ‘in italiano’. Mi spiego: io con Icif sono andato a illustrare piatti, ricette della tradizione piemontese, soffermandomi su ingredienti, tecniche di cottura, modalità di presentazione. Tutto questo fa la differenza è ha una valenza turistica fondamentale. Il mio impegno con Icif si inserisce in questa direzione».

Alessandro GiagnetichAlessandro, è vero che sei il ‘cuoco delle casalinghe’?

Sorride. «Realizzo corsi per donne, ma anche pe uomini. Diciamo che la presenza femminile è massiccia: si va dalla ragazza di vent’anni alla signora sui sessanta ed anche più».

Qual è la spinta motivazionale delle tue ‘allieve’?

«Vedi, il cibo è cultura, anima, tempi e modi di preparazione. Purtroppo, oggi molte donne non hanno il tempo materiale per cucinare. I miei corsi le aiutano a riconciliarsi con la cucina, e ad approfondire gli aspetti che la fanno amare. Insegno a fare buoni piatti con pochi e semplici ingredienti, ma anche a presentare i piatti per deliziare lo sguardo oltre che il palato. Sono emozioni importanti che vanno al di là del mangiare fine a se stesso. E poi tengo a ricordare anche i miei corsi di cucina per bambini».

Di cosa si tratta?

«Sono corsi riservati ai bambini delle scuole materne. Attraverso la cucina, in modo semplice e creativo i più piccoli si abituano alla manualità. Oggi, le nuove generazioni– complici la tecnologia – hanno perso il gusto di toccare, pasticciare, giocare con le mani. Questi corsi servono proprio a questo: a scoprire il mondo dal punto di vista tattile, per crescere divertendosi».

Pasta alla carbonara piemontese. La ricetta di Alessandro Giagnetich

Giorgio Trichilo