Francesca Monaci: la presidentessa casara

Francesca Monaci: la presidentessa casara

Francesca Monaci
Francesca Monaci
Photo by Valle Brembana NEWS

Fino a cinque anni fa era solo una delle più promettenti giovani casare della Bergamasca, ma già in grado di fare incetta di premi ai concorsi caseari: poi il salto di qualità e il balzo al timone di uno dei consorzi di tutela più importanti dell’agroalimentare lombardo, quello del Formai de Mut.

Oggi Francesca Monaci, forte dei consensi avuti durante il primo mandato, incassa la riconferma alla presidenza del Consorzio di tutela proprio mentre questo formaggio, orgoglio degli alpeggi orobici, sale all’onore delle cronache in alcuni momenti clou dell’Expo. La missione di Francesca è semplice e al tempo stesso complicatissima: rilanciare il fiore all’occhiello della tradizione casearia brembana che dal ha ottenuto 1996 la DOP, ma che oggi, davanti a una concorrenza sempre più agguerrita, ha bisogno di modernizzarsi e di tornare a dialogare in modo stretto con i consumatori.

«Gli agricoltori – spiega Francesca – devono capire che non basta più lavorare solo nella propria azienda, ma è necessario anche mettersi in gioco nelle strutture economiche e di promozione perché il confronto con il mercato è sempre più serrato e difficile».

Marchi Formai de Mut Dop (1)Il Formai de Mut resta una produzione di nicchia limitata, con 7-8000 forme all’anno, con un Consorzio formato da una quindicina di produttori certificati, tutte aziende agricole ad eccezione di due cooperative. Forma cilindrica, peso dagli 8 ai 12 chili, colore giallo che tende a varie tonalità, Formai de Mut si traduce letteralmente formaggio di monte o d’alpeggio, secondo alcune espressioni bergamasche.

È infatti in quota che questo formaggio si esalta: «Per descrivere questo formaggio – spiega Francesca – utilizzerei sicuramente parole che richiamano i pascoli, le erbe e i fiori che con i loro profumi inconfondibili conferiscono al Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana un gusto unico e inimitabile. Come produttore invece parlerei di qualità, tradizione, passione e professionalità. Ma penso che nessuna parola possa riuscire a descrivere fedelmente le emozioni suscitate da un prodotto che rispecchia anni di storia della nostra gente e del nostro territorio. L’unico modo per apprezzarlo davvero è assaggiarlo: lo dico a tutti, provatelo, poi ne riparliamo».

Quello di Francesca, in prima linea per il suo formaggio sia a livello istituzionale con la sua carica, sia a livello produttivo, con la sua azienda, è anche un messaggio di speranza verso i tanti giovani che ultimamente, complice anche la crisi, hanno riscoperto le attività agricole: «Nonostante il momento difficile – spiega lei – l’agricoltura rappresenta un’opportunità che i giovani possono cogliere. Qualcosa sta cambiando. Certo, servono misure adeguate per sostenere chi decide di fare questa scelta, ma ci sono ancora giovani imprenditori che hanno il coraggio di rischiare e dare vita a imprese capaci di svolgere un ruolo importante dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Quello che serve è un sostegno diverso da parte delle istituzioni e del mondo del credito».

Maurizio Ferrari
giornalista e assaggiotore Onaf