Le certificazioni Dop, Igp e Stg

Le certificazioni Dop, Igp e Stg

DOP IGP STG

In un territorio di poco più di 301mila km quadrati, l’Italia concentra bellezze paesaggistiche e naturali che spaziano dalle Alpi al mare, passando da colline, laghi e pianure punteggiati da patrimoni artistici di inestimabile valore. In secoli di storia ha generato un’offerta di prodotti alimentari tipici così variegata come i suoi innumerevoli paesaggi.

I prodotti agroalimentari italiani costituiscono un vero patrimonio per il nostro Paese. Conosciuto, apprezzato e amato in tutto il mondo, l’agroalimentare italiano vanta diversi importanti primati a livello internazionale: siamo nelle prime posizioni per quanto concerne la qualità e tipicità delle produzioni, la sicurezza alimentare e deteniamo la leadeship nella quantità di prodotti tipici.

Purtroppo abbiamo anche un altro primato, quello delle contraffazioni: le eccellenze agroalimentari italiane sono le più copiate al mondo, con danni economici e di immagine enormi per l’agricoltura italiana e per le imprese che producono “vero” made in Italy, senza contare che i consumatori vengo tratti in inganno acquistando falsi prodotti che vengono spacciati per originali.

Per evitare di incappare in imitazioni è necessario essere estremamente attenti al nome del prodotto riportato sulla confezione e ai marchi di qualità che li contraddistinguono.

L’Unione Europea, con l’obiettivo di tutelare le produzioni tradizionali enogastronomiche di ogni nazione, ha emanato alcuni regolamenti, che fin dal 1992 stabiliscono i requisiti e le procedure per ottenere una denominazione e un marchio di qualità, a suggellarne l’origine e il legame con il territorio, al riparo da imitazioni e frodi della concorrenza.

I marchi di qualità istituiti dall’Unione Europea per le Certificazioni alimentari sono:

  • DOP – Denominazione di Origine Protetta
  • IGP – Indicazione Geografica Protetta
  • STG – Specialità Tradizionale Garantita

L’attribuzione dei primi due marchi si basa sul riconoscimento del legame fra il prodotto e il territorio di origine, il terzo valorizza invece i metodi di produzione tradizionale.

Lo scopo comune è quello di promuovere e proteggere l’autenticità e il corretto uso delle denominazioni registrate dei prodotti agroalimentari.

Per poter utilizzare questi marchi, un prodotto agricolo o alimentare deve essere conforme ad un disciplinare di produzione. Il rispetto del disciplinare di produzione deve essere verificato da enti di controllo, terzi e indipendenti, che operano come organismi di certificazione dei prodotti.

DOP – Denominazione di Origine Protetta

Fontina dopIl marchio DOP viene attribuito a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti.

L’ambiente geografico comprende sia fattori naturali (clima, caratteristiche ambientali), sia fattori umani (tecniche di produzione tramandate nel tempo, artigianalità, savoir-faire) che, combinati insieme, consentono di ottenere un prodotto inimitabile al di fuori di una determinata zona produttiva.

Affinché un prodotto sia DOP, le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un’area geografica delimitata.

Chi fa prodotti DOP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

Di questo marchio possono fregiarsi prevalentemente specialità alimentari come: salumi, formaggi, olio e alcuni ortofrutticoli (es. Prosciutto di Parma DOP, Grana Padano DOP, Olio della Riviera Ligure DOP, Riso di Baraggia Biellese e Vercellese, etc.).

IGP – Indicazione Geografica Protetta

pachino igpIl marchio IGP viene conferito a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata.

Per ottenere la IGP quindi, almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area.

Chi produce IGP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

Di questo marchio possono fregiarsi prevalentemente prodotti agricoli come frutta, ortaggi, cereali e carni fresche (es. Clementine di Calabria IGP, Pomodoro Pachino IGP, Mortadella Bologna IGP, etc.).

STG – Specialità Tradizionale Garantita

Pizza Napoli STGQuesto riconoscimento non fa riferimento a un’origine ma ha l’obiettivo di valorizzare una composizione tradizionale del prodotto o un metodo di produzione tradizionale.

Tra i prodotti italiani, in questo gruppo troviamo solo la mozzarella e la pizza napoletana.

Parlando di primati l’Italia, oltre a vantare il maggior numero di siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco ed essere il quinto paese più visitato del mondo, è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall’Unione europea. Ad oggi sono 273 i prodotti DOP, IGP e STG italiani.

Un’ulteriore dimostrazione della grande qualità delle nostre produzioni, ma soprattutto del forte legame che lega le eccellenze agroalimentari italiane al proprio territorio di origine. Ma la raccomandazione per i consumatori è di controllare sempre le etichette dei prodotti prima dell’acquisto e verificare che riportino il nome completo e corretto del prodotto e uno di questi machi che ne garantiscono l’originalità, la qualità e la tracciabilità, oltre che un livello di sicurezza alimentare più elevato rispetto ad altri prodotti.

Cristiana Gandini