La piramide alimentare e la dieta mediterranea

La piramide alimentare e la dieta mediterranea

Piramide alimentare ambientale

La piramide alimentare è un grafico di semplice lettura che illustra la frequenza con cui dovrebbero essere consumati i diversi alimenti. La prima, ideata dal dipartimento statunitense dell’Agricoltura nel 1992, è stata modificata nel corso degli anni da diverse società e organizzazioni in modo diverso nei vari Paesi: ad esempio la nuova versione statunitense è costituita da sei righe verticali anziché orizzontali, mentre in Spagna la piramide è divisa in due settori: nella parte superiore sono raggruppati gli alimenti consumati occasionalmente, e nella parte inferiore sono contenuti i cibi introdotti quotidianamente o settimanalmente.

Piramide alimentare mediterraneaTuttavia nella maggior parte dei casi la piramide alimentare è costituita da sei righe orizzontali: alla base si trovano gli alimenti che dovrebbero essere consumati più spesso come la frutta e la verdura e, a mano a mano che ci si avvicina all’apice, la frequenza diminuisce (nella sezione corrispondente al vertice troviamo per esempio dolci e alcolici). Inoltre la piramide alimentare è stata adattata a diversi tipi di regimi alimentari, come la dieta mediterranea ed il regime vegetariano.

Ad esempio in Italia essa è basata proprio sulla Dieta mediterranea, Patrimonio Immateriale dell’Umanità, caratterizzata dal consumo cereali, legumi, tutti i tipi di vegetali, frutta di stagione, pesce, erbe aromatiche, latte e formaggi, vino (con moderazione), olio d’olivaextravergine come unico condimento, un consumo molto ridotto di carne, con predominanza di carni bianche.

Veg&Vegan Piramide alimentareOggi sarebbe molto difficile avere le stesse abitudini alimentari del passato, ma non impossibile. Proprio su questo concetto si basa la piramide alimentare proposta durante la III conferenza Internazionale del Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sulle Culture Alimentari Mediterranee (CIISCAM) tenutasi a Parma; essa inoltre è innovativa, in quanto alla base non prevede immagini di alimenti, ma messaggi di modifica dello stile di vita: attività fisica, convivialità, stagionalità, prodotti locali e bere acqua. Tali punti, in particolare l’attività fisica e il bere acqua, sono stati ripresi e usati nella elaborazione di altre piramidi alimentari.

Un ultimo importante progetto riguarda la ‘doppia piramide’ ideata dal Barilla Center for food & nutrition. Si tratta di una piramide alimentare posta vicino ad una piramide ambientale capovolta dalle quali si evince che gli alimenti per cui è consigliato un consumo maggiore generalmente sono anche quelli che determinano gli impatti ambientali minori e viceversa.

L’unico punto di critica della piramide alimentare è la sua rigidità. Attenersi alle indicazioni che emergono dalla piramide vorrebbe dire alimentarsi quotidianamente in modo quasi impeccabile, cosa che spesso non è sempre possibile. Per ovviare a questo problema sarebbe bene imparare a compensare un eccesso di un certo gruppo di alimenti con la restrizione di un altro gruppo. Il classico esempio è la riduzione della quota di pane, pasta e cereali in generale quando capita di esagerare con gli alimenti che si trovano all’apice della piramide come dolci o snack vari, ma ci sono tanti altri esempi che possono aiutare ad aggiustare di più il tiro verso un’alimentazione corretta.

Raffaele Mancini
Cucina Nova

Estratto da un articolo scritto dal prof. Alfredo Vanotti e collaboratori.

Alfredo Vanotti
Alfredo Vanotti, Professore di dietologia all’Università Milano Bicocca e all’Università Statale di Milano, è scomparso nell’aprile 2015