Nocciola del Piemonte IGP: ‘Tonda Gentile’

Nocciola del Piemonte IGP: ‘Tonda Gentile’

Langhe

Ci troviamo in Piemonte, una delle regioni italiane più ricche di tradizioni enogastronomiche e di prodotti tipici.

Un territorio suggestivo dove le Alpi formano incantevoli valli come la Val d’Ossola, la Val di Susa e la Valsesia, dove bellissimi laghi alpini, uno fra tutti il Lago Maggiore, si alternano ad ampie pianure e alle meravigliose colline delle Langhe, Roero e Monferrato, con i loro panorami di vigneti e campagne. Una regione unica, dove ai paesaggi e agli scenari naturali si affiancano città termali, piccoli borghi, castelli medievali, ma anche la maestosità di dimore storiche e un patrimonio artistico e culturale che raccontano la storia di questo pezzo di Italia così vario e affascinante.

Proprio in questa regione, dove la tradizione enogastronomica è tra le più apprezzate, nasce la Nocciola del Piemonte IGP, denominata ‘la Tonda Gentile Trilobata’. Per l‘unicità del suo gusto incomparabile, del suo sapore finissimo e persistente, della sua polpa croccante, e per le sue caratteristiche organolettiche, è stata riconosciuta la migliore al mondo.

La coltura del nocciolo venne introdotta e diffusa in Piemonte, in particolare nell’Alta Langa, a seguito di una sperimentazione volta a dimostrare che questa coltivazione garantiva maggior produttività e maggior resistenza alle affezioni parassitarie rispetto alla vite. In questo comprensorio i contadini puntavano essenzialmente sui vigneti, troppo spesso attaccati dalla fillossera e da altri parassiti, fino al grande flagello fillosserico e peronosporico che tra il 1879 e il 1881 distrusse ettari e ettari di vigneti. Da allora in queste aree non si pensò ad altro che alla ricostruzione, abbandonando la coltura della vite a favore di quella del nocciolo.

A seguito dell’aumento di richieste di nocciole da parte dell’industria dolciaria in piena espansione, la coltura del nocciolo si è ampliata esponenzialmente. Terreno fertile per la coltura del nocciolo sono diventate le province di Cuneo, Asti e Alessandria, in alcune aree compresa tra le colline delle Langhe, del Roero e del Monferrato dettagliatamente identificate dal disciplinare di produzione: su questo grande territorio collinare l’attività agricola si è concentrata sulla coltivazione di una sola varietà di Nocciolo, quello della ‘Tonda Gentile Trilobata’ che si è selezionata grazie ad un lento processo naturale guidato dell’uomo. Attualmente la provincia di Cuneo, con i suoi 7.000 ettari di superficie coltivata a nocciolo, fornisce quasi l’85% della produzione piemontese.

Oggi la produzione piemontese, con la sua spiccata attitudine alla trasformazione industriale che la rende molto interessante dal punto di vista economico, si avvicina ai 150.000 quintali, che rappresentano circa l’8/9% di quella nazionale.

L’insieme del territorio di coltivazione e delle sue condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli, sommate alla tradizione e alla cultura di coltivazione, sono un binomio che ha fatto sì che la nocciola varietà ‘Tonda Gentile Trilobata’ coltivata in Piemonte si sia potuta fregiare del riconoscimento europeo Nocciola Piemonte IGP.

Nocciola Piemonte IGPLe nocciole del Piemonte raggiungono la completa maturazione tra agosto e settembre, periodo in cui si staccano spontaneamente e cadono al suolo; considerata la forte tendenza dei frutti ad assorbire l’umidità dal terreno, la raccolta deve essere tempestiva ed eseguita a più riprese per impedire il deterioramento e garantire la qualità dei frutti.

La Nocciola del Piemonte IGP viene commercializzata tutto l’anno, in guscio, sgusciata, tostata, semilavorata o finita, trasformata in granella, farina, olio di nocciole o pastificata in creme spalmabili.

Nella cucina tradizionale piemontese sono moltissime le ricette che prevedono l’utilizzo della Nocciola Piemonte IGP: dall’arrosto di vitello alle nocciole, al gelato alla nocciola, dalla gustosissima torta di nocciole Piemonte, alla crema di nocciole; non può mancare nel torrone, dove la nocciola costituisce l’ingrediente fondamentale ed esprime al massimo le proprie caratteristiche. È anche perfetta in abbinamento alla degustazione di vini e di aperitivi.

Ma la Tonda Gentile trova la sua massima espressione nell’incontro con il cioccolato, connubio che ha contribuito a determinare la fortuna dell’industria dolciaria italiana e di storici cioccolatieri piemontesi, oggi conosciuti in tutto il mondo.

L’incontro tra Nocciola e cioccolato avvenne in epoca napoleonica, involontariamente determinato da motivazioni storico-politiche: a seguito del blocco economico ordinato da Napoleone, le quantità di cacao che giungevano in Europa erano ridotte e con prezzi esorbitanti. Essendo la richiesta di cioccolato in continuo e costante aumento, i pasticceri torinesi, per garantirne la produzione a prezzi accessibili, cominciarono a miscelare il cacao con un prodotto già presente sul territorio e quindi più economico, dal gusto deciso e delicato: la Nocciola Tonda Gentile del Piemonte.

Nel 1852 il chocolatier Michele Prochet, in società con Caffarel, perfezionò l’impasto tostando le nocciole e macinandole finemente. Si racconta che il famosissimo cioccolatino Gianduiotto (o Giandujot), nato proprio da questo impasto, la cui forma si deve ad un sapiente “colpo di cucchiaio”, fu il primo cioccolatino impacchettato singolarmente. Venne presentato al pubblico nel carnevale del 1865 dalla maschera popolare torinese Gianduia, da cui prende il nome, che distribuiva per le strade della città questa innovativa prelibatezza.

La “Tonda Gentile Trilobata Nocciola del Piemonte”, particolarmente apprezzata dall’industria dolciaria per i suoi parametri qualitativi che oltre ad esaltarne il sapore ne facilitano la lavorazione, è stata riconosciuta con l’indicazione Geografica Protetta con decreto ministeriale nel dicembre del 1993, considerandone “le caratteristiche qualitative particolari e di pregio”.

La denominazione I.G.P. garantisce agli utilizzatori ed ai consumatori la qualità e l’autenticità del prodotto. Questa nocciola differisce da tutte le altre per le sue caratteristiche strutturali, presenta infatti un guscio molto più duro e completamente saturo che consente una buona resa anche dopo la sgusciatura; la sua forma sferoidale, la buona conservabilità, l’elevata pelabilità e il suo favoloso aroma dopo la tostatura ne fanno un prodotto ‘principe’ per l’industria dolciaria.

Buona per il palato e buona per la salute

La nocciola, oltre ad un contenuto significativo di aminoacidi essenziali e di vitamina E, risulta particolarmente ricca in lipidi, costituiti per oltre il 40% da acidi grassi monoinsaturi (come l’acido oleico). Recenti studi sembrano dimostrare gli effetti positivi di un consumo regolare di nocciole sulla salute umana. È infatti confermato che una dieta ricca in acido consente di mantenere il cosiddetto ‘colesterolo cattivo’ a bassi livelli nel sangue, e di innalzare i livelli del ‘colesterolo buono’, che con la sua azione protettiva sulle membrane cellulari costituisce un’importante difesa delle patologie vascolari. Inoltre, per l’elevato tenore in tocoferoli, tra cui la vitamina E, la nocciola fornisce un apporto notevole di agenti antiossidanti rallentando l’invecchiamento dei tessuti.

In particolare la Nocciola Piemonte, distinguendosi dalle altre varietà italiane ed estere per l’alto contenuto in olio (circa il 70%), dimostra di essere un alimento pregiato e di qualità, in grado di soddisfare non solo la richiesta di gusto ma anche le esigenze di un consumatore sempre più attento agli aspetti nutrizionali e salutistici dei prodotti alimentari.

Cristiana Gandini