Pomodoro: succosa risorsa per il Made in Italy

Pomodoro: succosa risorsa per il Made in Italy

Pomodori

Tomato World WeekSi è chiusa presso il Conference Centre di EXPO MILANO 2015 la Settimana mondiale del Pomodoro. In programma una serie di convegni, mostre, eventi, workshop dedicate a un alimento principe della dieta mediterranea. In particolare, durante il convegno ‘La Filiera del pomodoro da industria: World scenario and Italian scenario’, a cura del World Processing Tomato Council sono emerse importanti riflessioni sul peso del pomodoro non solo sulla buona tavola, ma anche per l’economia.

Si sono susseguiti gli interventi di: Luca Sandei (WPTC Member and TOMATO EXPO2015 Organizing Committee representative), Marco Serafini (Former President WPTC), Sophie Colvine (Segretario Generale del WPTC), Roger Scriven (Vicepresidente WPTC), Antonio Casana (Vicepresidente di AMITOM, l’organizzazione dei produttori europei e mediterranei) e Stefano Spelta Comitato (Associazione Settimana mondiale Expo Milano 2015).

La qualità e la quantità di una delle filiere alimentari più sviluppate e diffuse al mondo, quella dell’oro rosso, sono migliorate sensibilmente negli ultimi venticinque anni anche grazie alla ricerca tecnologica: oggi l’Italia è la terza produttrice e la produzione mondiale di pomodoro è in fase di crescita.

Secondo Massimo Serafini il prezzo della materia prima rende l’industria italiana meno competitiva rispetto al resto del mondo: il prezzo agricolo del pomodoro in Italia è infatti il più caro. «Vi sono norme che complicano la vita ai nostri agricoltori – ha spiegato Serafini – che li rendono meno competitivi di fronte ai colleghi spagnoli e portoghesi»

Paola De MicheliA chiudere il convegno Paola De Micheli, presidente dell’Associazione Settimana Mondiale del Pomodoro e sottosegretario all’Economia. «Con i consumi mondiali di cibo che continuano a crescere – ha evidenziato il sottosegretario De Micheli – il pomodoro è certamente protagonista della domanda alimentare, per questo l’Italia è chiamata a riorganizzare in maniera più competitiva il sistema di offerta. Con la consapevolezza che mettere insieme tutti i pezzi di filiera è fondamentale, abbiamo bisogno di raggiungere nuove piattaforme di distribuzione, affidandoci ai progetti di internazionalizzazione del nostro Paese e alle politiche pubbliche del governo».

la Redazione