Giancarlo Greco: facciamo conoscere meglio l’olio extravergine di oliva

Giancarlo Greco: facciamo conoscere meglio l’olio extravergine di oliva

Giancarlo Greco
Giancarlo Greco

Olio extravergine di oliva: un’eccellenza italiana che oggi si trova a dover affrontare nuove sfide di mercato. Con un assoluto punto di forza: la qualità. Ne parliamo con Giancarlo Greco, presidente del Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell’Olio Extravergine d’Oliva DOP Bruzio.

È il re della Dieta mediterranea. O se preferito ‘l’oro verde’ dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum. Eppure, luci e ombre si riversano sull’olio extravergine di oliva made in Italy. Il mercato offre molto alternative, il consumatore è disorientato e poco informato. Ed allora? Puntare sulla qualità, sull’educational, sulla professionalità dei nostri produttori. È la ricetta di Giancarlo Greco, presidente del Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell’Olio Extravergine d’Oliva DOP Bruzio.

Com’è lo stato di salute dell’olio extravergine italiano?

«La sua qualità rimane indiscutibile. Sta, tuttavia, attraversando un momento particolare. C’è stato un calo di produzione e si è registrata una lievitazione dei prezzi, il che lo ha svantaggiato sul mercato rispetto ai competitor. Si tratta di un mercato che l’Italia si contende con Grecia, Spagna, Africa mediterranea. Sul piano del prezzo la forbice si è allargata e i consumatori si sono rivolti ad altri olii. Occorre, però, tenere conto di un aspetto: il nostro olio extravergine di oliva si posiziona nella fascia alta, viene percepito come ‘caro’ ma buono».

Oliveto

Come uscire da questa congiuntura?

«Stiamo già uscendo dal tunnel, i presupposti ci sono. Si prevede una maggior produzione rispetto all’anno scorso. Inoltre, quest’anno di ‘purgatorio’ è servito a rafforzare il posizionamento su una fascia alta. Ora maggior produzione vuole dire prezzo che si abbassa: sul piano psicologico i consumatori avvertiranno il piacere di acquistare la qualità di sempre a minor prezzo. Non bisogna, quindi, abbassare la guardia e tenere alto il prestigio del prodotto».

Gli italiani secondo lei sanno consumare l’olio extravergine?

«C’è troppa disinformazione. Le faccio un esempio: quando il consumatore si trova davanti al bancale del supermercato due extravergini con la dicitura 100% italiano, uno a 10 euro e l’altro 3 euro, dovrebbe subito accendersi una lampadina. Come fa a costare 3 euro, quando a un produttore ne costa 4 senza alcun margine?».

E gli stranieri?

«Sono appena tornato negli Emirati Arabi. Le confesso che ci sono ancora molte opportunità da cogliere. Anche qui occorre investire in promozione e informazione per far scoprire l’unicità del nostro extravergine di oliva».

Si parla molto di contraffazione del made in Italy: l’olio extravergine è tutelato?

«I margini di rischio si sono ristretti, soprattutto grazie alle politiche di controllo avviate dal Ministero dello politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf). La frode rimane sempre dietro l’angolo. Basti pensare all’uso di olio ‘lampante’, olio difettato, ottenuto dalle olive che si raccolgono da terra e si riconoscono per il sapore tendente al rancido».

Il Consorzio Tutela dell’olio extravergine DOP Bruzio sviluppa anche una cultura dell’olio? In che modo?

Greco Olio«Certo. Organizziamo corsi, workshop, momenti di degustazione. Siamo presenti nei punti vendita, ma raggiungiamo anche le famiglie, a casa, attraverso materiale pubblicitario, informativo, confezioni regalo. Un consumatore più preparato acquista con maggior consapevolezza e rimane fidelizzato. Bisogna, quindi, agire su due direzioni: tutela dei produttori e formazione. Mi lasci fare un’altra considerazione… ».

Quale?

«L’olio extravergine di oliva fa bene alla salute. Detto questo, si pensi che in media una famiglia ne consuma circa 10, 12 litri all’anno con una spesa sui 200 euro. La stessa somma viene spesa a volte per beni più volatili e meno importanti per il benessere».

Per finire, ci presenti l’olio extravergine DOP Bruzio?

«È prodotto dall’oliva dolce di Rossano, tipica della fascia ionica calabrese, prepollinica. Appena raccolte le olive vengono portate al frantoio e molite immediatamente a freddo. Si conservano, così, al massimo le caratteristiche organolettiche. È un cultivar di antica origine che fornisce un olio profumato, dolce in quanto non molto ricco di polifenoli. Molto delicato, non copre i sapori dei piatti».

Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell’Olio Extravergine d’Oliva DOP Bruzio

Giorgio Trichilo