Expo: que viva Mexico

Expo: que viva Mexico

Mexico

Con la sua partecipazione a EXPO MILANO 2015, il Messico vuole mostrare ai visitatori la sua ricchezza in termini di risorse naturali e di biodiversità e il suo impegno a trovare soluzioni per un mondo libero dalla fame, dalla malnutrizione e dalle pratiche non sostenibili di produzione del cibo. Vuole presentare inoltre il suo contributo alla produzione globale di un gran numero di alimenti dalle proprietà curative.

Nel 2010 la cucina messicana è stata dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Unesco: è stata riconosciuta come una manifestazione di usanze tramandate di generazione in generazione, sia nella coltivazione dei prodotti tipici sia nella trasformazione in numerosi piatti tradizionali, usando tecniche e conoscenze che sono rimaste simili nella storia. Le pietanze che si mangiano oggi in Messico conservano intatte le tracce del passato: mais, peperoncini, fagioli erano i cibi che mangiavano i Maya, quelli che i coloni hanno conosciuto, assaggiato e portato in Europa e che hanno creato un ponte tra culture, sino ad oggi.

Tortas MessicoCaratteristico nel patrimonio messicano è il legame tra la cucina e la simbologia rituale: la cucina si fonde con la magia e la ritualità. Il provvedimento Unesco tende a proteggere la gastronomia messicana dalle contaminazioni portate dalla globalizzazione e dalle colture Ogm.

L’architetto Lopez Guerra, che ha tra l’altro progettato la Basilica di Guadalupe, lo stadio ‘Azteca’ e il Museo di Antropologia della capitale, ha ricordato che il padiglione messicano accoglierà il 10-13% dei visitatori dell’Esposizione. «Siamo una potenza sul fronte della cultura e della megadiversità. Questa è la nostra forza» ha sottolineato.

la Redazione