Dario Cartabellotta: “La Sicilia all’EXPO ambasciatrice del Mediterraneo”

Dario Cartabellotta: “La Sicilia all’EXPO ambasciatrice del Mediterraneo”

Dario Cartabellotta

Intervista a Dario Cartabellotta, Responsabile Unico del Cluster Bio-Mediterraneo a Expo Milano 2015. In primo piano le potenzialità della Sicilia come player principali per la promozione e i valori del Mare Nostrum.

EXPO MILANO 2015 sarà il più grande evento di sempre sul tema della nutrizione. La fiducia di Expo nei confronti della Sicilia e della sua expertise è stata totale. Cosa significa allestire il cluster più vasto (ben 7.304 metri quadrati) e coordinare un palinsesto di eventi e attività sotto gli occhi del mondo?

«Rappresenta una grande opportunità e al tempo stesso un’avvincente sfida per la Sicilia che si presenta ad Expo con ben 700 aziende, 160 Comuni oltre a operatori turistici, chef, scuole, enti, territori e associazioni».

La nuova impostazione di raggruppare i Paesi non secondo criteri geografici, ma secondo identità tematiche e filiere alimentari dovrebbe consentire di trattare il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita” in modo interattivo e dialogante. Quale è il suo parere in proposito?

«La Sicilia sarà presente nel Padiglione Italia, ma si è proposta per essere Official Partner per il Cluster Bio-Mediterraneo. Tutti i popoli arrivati in Sicilia hanno lasciato una cultura agricola e alimentare. Con i fenici arrivarono l’uva e le olive, con i romani il grano e la salamoia, con gli arabi lo zucchero di canna, i dolci, lo zibibbo, la cassata, gli ortaggi, gli spaghetti, il couscous e tutti insieme hanno generato un modello agricolo e alimentare che oggi l’Unesco ha consegnato come Dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’Umanità. Partendo dai produttori lavoriamo sull’identità dei prodotti ‘born in Sicily’, per costruire un modello agricolo alimentare fondato sulle radici, sulla cultura e sulla storia ma soprattutto se pensiamo a quelli che sono stati gli ultimi 30 anni dove la televisione, la pubblicità, la globalizzazione dei costumi, hanno marginalizzato l’agricoltura, causando l’abbandono delle terre, il dissesto idrogeologico ma soprattutto cancellato storia, memoria e cultura. Per fortuna arriva EXPO MILANO 2015 a ricordarci che il mondo cammina al contrario, dopo aver fatto 100 anni di esposizioni universali dedicate alla tecnologia, oggi si fa un’esposizione universale dedicata al cibo e alla terra».

Cassata SicilianaIl Cluster Bio-Mediterraneo riunirà 11 Paesi. Come narrerà la storia dei Paesi rappresentati? Cosa presenterà di particolare agli occhi dei visitatori?

Cluster è la traduzione letterale di grappolo e in questo grappolo ci ritroviamo il Mediterraneo, la biodiversità, la Sicilia e i 10 Paesi del Cluster: Algeria, Tunisia ed Egitto per la sponda africana del Mediterraneo; il Libano per quella asiatica; poi ci sono pezzi d’Europa come la Grecia, Malta e San Marino, e poi tutto il pezzo della ex Jugoslavia che sono la Serbia e il Montenegro. Partiamo dalla biodiversità, termine che viene dalla botanica, e scomodiamo Flora, la dea della primavera che un giorno uscì, vide tanti fiori e tante piante, volle contarli ma non riuscì a farlo perché le mancavano i numeri. Questa è la biodiversità, questa ampia ricchezza di vegetali che ritroviamo nel Mediterraneo e che genera una bellezza dei paesaggi. Questa biodiversità diventa anche un fatto di sostenibilità ambientale per cui il Cluster vuole anche rappresentare l’importanza di questo elemento. Molti gli appuntamenti in programma. Saranno organizzati momenti di conoscenza per le scuole, ma anche incontri con chef e pranzi in stile mediterraneo. Al tramonto la piazza si animerà di un happy hour in compagnia di personaggi della cultura e dell’arte, uomini di mare, sportivi, sommelier, chef, artisti e scrittori che meglio interpretano la cultura mediterranea.

L’investimento della Regione Sicilia è di circa 3 milioni di euro. Il Cluster Bio-Mediterraneo è l’unico guidato da un’istituzione pubblica che gestirà l’area ristorazione, le mostre e il programma di eventi all’interno dell’area comune ed avrà anche il compito di coordinare i contributi dei Paesi Partecipanti nell’area comune. Un gran lavoro da dirigere. Come si sta procedendo?

«Abbiamo pubblicato alcuni mesi fa un avviso pubblico rivolto alle aziende, ai Comuni, ai Gruppi di Azione Locale e Costiera, che con un contributo proporzionale stanno versando le quote che accreditano la partecipazione attiva al Cluster. Gli aspetti finanziari e gestionali si stanno realizzando nel rispetto minuzioso delle regole sulla legalità e trasparenza, condizione necessaria e indispensabile per la buona riuscita della manifestazione».

La Sicilia, terra di contaminazioni millenarie che stratificandosi hanno prodotto diversità e frammentazione, come farà a tenere insieme San Marino, Tunisia, Grecia, Libia, Malta, Albania, Montenegro, Algeria, Serbia, Libano, Egitto?

«Sarà il cibo, che nei secoli ha ispirato eccezionali connubi di ingredienti mediterranei a fare da trait d’union fra i diversi popoli. “Non ci si siede a tavola solo per mangiare ma per stare insieme” diceva Plutarco».

Cosa vorrebbe che restasse con maggiore evidenza di Expo 2015 per l’Italia e per la sua Regione in particolare?

«Il modello agricolo e alimentare che oggi l’Unesco ci ha consegnato come Dieta mediterranea patrimonio dell’umanità, domani vorremmo poterlo consegnare al mondo come ‘Mediterranean food’, accanto ai più noti slow food e fast food».

Anna Mangiafico