Il tesoro sotto i piedi

Il tesoro sotto i piedi

Dieta Mediterranea Marasco

Altro che petrolio! La Dieta mediterranea vale molto di più.

Il nostro Paese non smette mai di stupirci per le sue potenzialità e per i pozzi di ‘petrolio diverso’ che zampillano da ogni suo scorcio e in ogni centimetro del suo territorio. Così come i Paesi arabi hanno ‘l’oro nero’ sotto i piedi, noi italiani – bisognerebbe tenerlo sempre a mente! – possiamo vantare giacimenti e risorse non meno importanti, anzi pure più durevoli, meno volatili sui mercati e meno impattanti sull’ambiente.

Il problema, semmai, è riuscire a portarli alla luce e saperli ‘vendere’ al mondo. Ma per far questo non basta una trivella: serve invece cervello, fantasia, lungimiranza e capacità di fare rete.

La Dieta mediterranea, la summa della nostra cucina tipica, nel 2010 è stata eletta dall’Unesco e patrimonio immateriale dell’umanità.

Domenico Marasco
Domenico Marasco

Sono passati alcuni anni, dunque, da quello che è stato il coronamento di un percorso di studi sui benefici salutistici della gastronomia autenticamente mediterranea che era iniziato negli anni ’50 del secolo scorso.

Ma, finora, questa ‘medaglia’ dell’Unesco non ha prodotto gli effetti che poteva e doveva sortire anche sotto il profilo commerciale e turistico. Non ha fatto granché da leva, insomma, per promuovere la nostra cucina e, più in generale, il nostro Paese sui mercati planetari.

Perché la Dieta mediterranea diventi (anche) un driver economico per l’Italia occorre utilizzarla con intelligenza. Bisognerebbe prendere questo bene ‘immateriale’ e trasformarlo in qualcosa di tangibile e commercializzabile. Ad esempio provando a vendere in tutto il mondo dei panieri contenenti, i prodotti-simbolo della Dieta mediterranea studiato dallo scienziato Ancel Keys e che da sempre identificano l’italian style a tavola: la pasta, l’olio, il pomodoro, il vino.

È questo per promuovere i prodotti e i territori! Bisogna crederci fortemente, però, ad investire. E questo è solo uno dei tanti asset della nostra Italia. Un Paese meraviglioso che dobbiamo ricominciare ad amare, facendo di tutto per valorizzare i patrimoni: i luoghi, i cibi, il vino, la cultura, le persone.

Chiamatelo ottimismo della volontà, positività della ragione, bicchiere mezzo pieno, insomma chiamatelo come vi pare, ma iniziamo a credere seriamente alla rinascita di questo straordinario Paese chiamato Italia. Magari provando  – anche nei discorsi al bar e nelle conservazioni di tutti i giorni – a mettere l’accento sui suoi aspetti positivi più che sulle sue criticità che ormai conosciamo tutti, purtroppo, a menadito.

Domenico Marasco
Direttore Viaggi del Gusto